...porta fortuna!
Sposo volentieri una causa di cui ho appreso stamane notizia dalla nota trasmissione 1Mattina e propongo a voi l'appello di mamma Rosetta, caparbia e forte come il sole del sud, per aiutare sua figlia :
" Erika non si muove non da cenni ma ha solo degli occhioni immensi pieni di tenerezza con cui vorrebbe dire e trasmettere tante cose... ma non può. E' affetta da encefalopatia severa. " ... (continua)
Per risolvere la sua malattia, Erika, dopo aver molto peregrinato, dovrà approdare in Florida, dove l'attenderanno dieci mesi di terapie e cure in un centro specializzato. Serviranno comprensibilmente quindi molti fondi per superare il problema che in questo caso si propone nella sua duplice veste: di salute ed economico. I genitori, da tempo supportati in tale percorso, documentato e visionabile al sito www.erikadevevolare.com, chiedono aiuto a tutti coloro i quali sentiranno di voler aderire alla loro battaglia, per far fronte comune e lasciare riscoprire ad una piccola anima fragile il calore di un sorriso.
Io sono una bilingue mancata, nel senso che 40 anni fa in un paesino in Abruzzo la diversità si pagava e ogni bambino desidera essere accettato come gli altri. Mia madre poi si è trovata contro tutto l'ambiente, a partire dalla suocera che viveva in casa e che temeva che se avessimo imparato il polacco ci saremmo detti cose contro di lei, figuriamoci. Poi tanto mi sono rifatta più avanti, ma mi dispiace ancora molto aver perso l'occasione di parlarlo perfettamente.
Adesso vivo in Olanda con un marito e un famiglia olandesi, e tanti italiani, che per amicizia o per lavoro ci girano in casa. Siccome mio marito è un tipo introverso (non con i figli, con chi conosce poco) e lavora molto fuori casa, il risultato è che prima di andare a scuola mio figlio, che comunque frequentava il nido 3 giorni a settimana, era molto più fortemente socializzato e abile in italiano che in olandese.
Per forza, con i miei amici abbiamo un gruppo teatrale e lui veniva a vedere le prove, quindi si è fatto secondo me l'idea che in italiano ci si diverte e si ride di più.
All'asilo grandi preoccupazioni delle maestre per un bambino che sapeva apparentemente troppo poche parole per la sua età, che capiva tutto ma riusciva a spiegarsi solo parzialmente e per la frustrazione si faceva venire grandi attacchi di rabbia e si rotolava a terra. Mi hanno fatto le previsioni più nere. Ora io sono di formazione una linguista che ai bei tempi si è pure fatta una ricerca sul campo su bi- e trilinguismo nella comunità italiana in Canada, sullo sviluppo linguistico dei bambini avrò pur visto cose che le maestre non potevano sapere? Nulla, chi ti dà retta, sei solo la mamma.
Nonostante la mia serena certezza che tutto sarebbe andato bene con mio figlio, a dargli il tempo, tutti questi commenti non richiesti, che poi diventavano previsioni sul comportamento e non sulla competenza linguistica, mi stressavano fortemente. Ricordo che a un certo punto, su consiglio di mia suocera che è medico del consultorio per bambini fino a 4 anni, sono andata a chiedere l'impegnativa per la logopedia.
Il mio medico, santa donna, me l'ha fatta volentieri, primo, per avere un termine di riferimento: fare il test significa a distanza di tempo poter dire: all'età X era a questo livello. Mi ha anche consigliato uno studio un po' lontano da casa, in quanto le due logopediste del nostro quartiere a suo dire non credono nel bilinguismo e quindi mi avrebbero imposto per qualsiasi terapia di smettere di parlare italiano con i miei figli, giusto quello che non volevo (che a me sembra una contraddizione in termini enorme, come a dire un ostetrico che riiuti per principio di fare parti gemellari.)
Ragazze leggete questa:
Nasce in Scozia il "Community Mums Service", una comunità di mamme navigate che aiuta le neomamme alle prese con il primo figlio. Le prime quattro mamme-volontarie sono state formate. Il progetto pilota partirà al Forth Park Maternity hospital di Kirkcaldy e l'idea è quella di offrire il servizio a tutte le neo-mamme: chi accetterà il servizio, riceverà una visita a casa della durata di un'ora. Sue Johnstone, la presidente dell'associazione, spiega: «Diventare mamma è difficile, ogni aiuto è benveuto, soprattutto se viene da altre mamme».
A Dublino un servizio di "community mum" esiste dal 1980 e l'associazione conta già 170 mamme-volontarie. ( original Sara De Carli )
bella idea, non vi pare? Non solo online, ma fattivamente presenti! W il lifelong-learning anche in questo caso!
...Che sorpresa! Due fibromi tondi tondi in fondo al tunnel e non saperlo! Ci stavamo apprestando a regalarci il più bel sogno col Maritozzo dolcissimo, avere un puffolotto in cantiere per Natale, ed invece...abbiamo scoperto che già qualcosa si sollanza nel mio rubicondo pancione, e senza chiedere asilo! Indomita fantasia di una natura che ama i paradossi! Stiamo affrontando la cosa ed a breve urge l'intervento di un bravo "aggiustatoredicorpi" che sappia far valere le sue doti di specialista, per risolvere l'annoso problema. Ci siamo quindi rivolti ad una struttura pubblica a Roma, Ospedale S. Carlo, menzionata come tra le migliori per la cura di simili patologie. Qualcuna di voi, mamme e non, ha da riferirmi esperienze similari ed esiti rinvenuti in tale struttura? Un abbraccio ed un mondo di auguri a tutte!
Mamme nella rete è un programma tv, una community di mamme, e un blog dove le mamme si incontrano e si confrontano su tutti i temi della maternità. Non più spiegazioni scientifiche, teoriche e distanti ma la cruda e pura realtà dell’essere mamma oggi. Le mamme raccontate dalle mamme. Per questo progetto stiamo cercando donne che abbiano voglia di raccontare la loro storia, a modo loro, davanti alla loro telecamera. Cerchiamo mamme che vogliano aiutarci a raccogliere, giorno per giorno, testimonianza di come si affrontano i 1000 problemi, contrattempi e punti interrogativi con cui le sorprendono costantemente i loro bambini. Se sei una mamma con una bambino fino a quattro anni e senti di voler dire la tua, prendi contatto con noi. Potrai far parte della nostra community e aiutarci finalmente a dire cos’è veramente essere mamma!