Il blog delle mamme (e aspiranti mamme)

...porta fortuna!
venerdì, 06 giugno 2008

Spasmi affettivi

Volevo raccontarvi brevemente la mai esperienza, perché forse può essere utile a altri/e. Una notte Meryem aveva la febbre molto alta, le ho messo una supposta di tachipirina e lei piangeva forte. A un tratto (era in braccio al padre) si è irrigidita tutta, ha girato gli occhi in alto e ha perso i sensi. Al Pronto Soccorso ci è stato diagnosticato un episodio di convulsioni febbrili e ci è stato raccomandato di non far mai salire la febbre oltre 37.5 e di tenere in casa dei clisterini di Micronoan, da somministrare tempestivamente in caso di altro episodio.

Oggi ho fatto - finalmente - l'elettroencefalogramma di controllo e la visita neurologica. Tutto a posto, ma la dottoressa mi ha spiegato che lei esclude che si trattasse di convulsioni. Le convulsioni si verificano quando il bambino ha la febbre, ma è tranquillo, intento ad altro. E comunque si accompagna, evidentemente, a tremore e/o movimenti incontrollati. Il nostro caso invece è stato con ogni verosimiglianza quello che si chiama spasmo affettivo. Il bambino piange e resta in apnea qualche secondo, al punto di perdere conoscenza. Non lascia conseguenze, si consiglia giusto un controllo cardiologico, Ma assolutamente non si deve somministrargli il Micronoan! Durante lo svenimento il cuore rallenta e un sedativo peggiorerebbe decisamente la situazione. Al contrario bisogna alzare le gambe del bambino e dargli un pizzicotto.

Quello che è importante sapere è che bisogna essere assolutamente certi della diagnosi di convulsioni prima di usare farmaci del genere. Io sono sconcertata della leggerezza del medico del Pronto Soccorso. Per fortuna l'episodio non si è mai ripetuto: altrimenti, in perfetta buona fede, avremmo rischiato di fare del male a nostra figlia.

postato da belqisbis alle ore 12:37 | link | commenti (8)
categorie: cose da fare, cose da non fare, complicazioni e problemi, paure e spaventi

venerdì, 09 maggio 2008

Erika deve volare

Volantino-ERIKA_DEVE_VOLARE[1]

Sposo volentieri una causa di cui ho appreso stamane notizia dalla nota trasmissione 1Mattina e propongo a voi  l'appello di mamma Rosetta, caparbia e forte come il sole del sud, per aiutare sua figlia :

" Erika non si muove non da cenni ma ha solo degli occhioni immensi pieni di tenerezza con cui vorrebbe dire e trasmettere tante cose... ma non può. E' affetta da encefalopatia severa. " ... (continua)

Per risolvere la sua malattia, Erika, dopo aver molto peregrinato, dovrà approdare in Florida, dove l'attenderanno dieci mesi di terapie e cure in un centro specializzato. Serviranno comprensibilmente quindi molti fondi per superare il problema che in questo caso si propone nella sua duplice veste: di salute ed economico. I genitori, da tempo supportati in  tale percorso, documentato e visionabile al sito www.erikadevevolare.com, chiedono aiuto  a tutti coloro i quali sentiranno di voler aderire alla loro battaglia,  per far fronte comune e lasciare riscoprire ad una piccola anima fragile il calore di un sorriso.

lunedì, 18 febbraio 2008

Riflessione del giorno

Gli avvenimenti degli ultimi giorni ci hanno portato a lunghe e profonde riflessioni.

Al di là di ogni possible polemica sulla civiltà di certe questioni, ci piacerebbe ricordare invece un documento di civiltà: la Carta dei diritti della gestante, a noi lo ha ricordato una delle nostre mamme nella rete, che tra l'altro è una ostetrica e gliene siamo infinitamente grate.

Forse sarebbe sempre il caso di buttare un occhio sul sito dell'Organizzazione Mondiale della Sanità .

Forse non è molto, soprattutto pensando a paesi più sfortunati dle nostro, ma è già qualcosa che almeno sia scritto e riconosciuto, di questi tempi...


La redazione di Mamme nella rete

sabato, 19 gennaio 2008

Una mamma complicata

Dovevo farlo da una vita ma, ogni volta che ci provavo, non arrivavo mai alla fine, per un motivo o per l'altro. E' che ho una storia abbastanza complicata e ci vorrebbero una decina di post per raccontarla almeno in parte e  vi annoiereste da morire.
Sono una musulmana italiana, ritrovatasi ragazza-madre dopo un matrimonio islamico andato a male. Non sono una mamma esemplare: non mi preoccupo più di tanto, non sono apprensiva, non sono troppo presente, non gioco abbastanza, ma tento di fare in modo che mia figlia vivi le cose nel modo più naturale possibile, ché già la coscienza di non avere un padre mi pare, per lei, un carico abbastanza pesante da sostenere. Mi rendo conto di essere una specie di nota dissonante in un contesto notevolmente armonioso e tranquillo ed è per questo che ci ho messo così tanto tempo a infilarmi tra le presentazioni. Una mamma un po' troppo complicata, insomma e, grazie-a-Dio, non troppo perfetta.
Per il momento non ho consigli da dare né pareri da chiedere. Vi abbraccio una per una, contenta di avervi conosciute e di essermi presentata.
Khadi (an-nisa, arabeschi).

domenica, 13 gennaio 2008

E se non si gira?

ciao a tutte.
giovedì scorso ho fatto la prima eco di controllo del terzo trimestre. il nano sta bene, è vivace, rotola, sgambetta, ha abbondante liquido amniotico, il cordone lungo, pesa 1,4 kg il che non lo posiziona fra i più grossi, ma il gino ha detto che non è affatto un male e che da qui a fine gravidanza potrà mettere su peso in modo variabile e che sarebbe quindi prematuro fossilizzarsi sull'idea di avere un bimbo piccino.
pero'... pero' è podalico. ha le gambine piegate, quindi non si presenta con il sederino, bensì con i piedini il che è un bene, ma podalico rimane.
fra 4 settimane ci sarà una nuova ecografia cui seguiranno esami del sangue e tampone vaginale, ma in quella occasione "si spera che il nano si sia girato", altrimenti inizieremo a pensare ad un cesareo.
ora, il gino mi ha tranquillizzata in tutti i modi, io ho respirato a fondo dicendomi di stare calma, il marito è sbiancato, ma ha mantenuto anche lui il suo aplomb... ma ora mi chiedo, è possibile fare qualcosa per convincere il nano a girarsi e far stare a cuore in pace la mamma?
faccio la tranquilla... ma in effetti la cosa mi preoccupa abbastanza. se mi potete rispondere con le vostre esperienze e consigli, vi ringrazio di cuore.

postato da nym alle ore 16:32 | link | commenti (8)
categorie: ecografie, diagnosi prenatale, complicazioni e problemi

domenica, 23 dicembre 2007

Nonna

Sono mamma di tre bimbi ormai grandi e a febbraio diventerò nonna! Ho cinquantun'anni e a 17 ero già mamma! Mia figlia ha avuto problemi con la pressione alta, ora è in cura, si spera si possa arrivare alla data del parto tranquillamente!
postato da piadellamura alle ore 19:29 | link | commenti (3)
categorie: presentazioni, presentazione, mi presento, complicazioni e problemi

mercoledì, 31 ottobre 2007

Pediatra: una nota dolente

Appena Amelia è nata, come è prassi, abbiamo scelto il nostro pediatra di base all'ASL. Abbiamo scelto l'unica pediatra che fa ambulatorio nel nostro paese, ma senza chiedere referenze specifiche.
Per il primo anno, abbiamo frequentato il suo studio solo per le visite di controllo. Poi, col nido, Amelia ha cominciato con le prime malattie più "serie". E qui ci siamo trovati in difficoltà con la nostra pediatra, che si è rivelata assolutamente non all'altezza del suo ruolo, soprattutto se confrontata con altri pediatri di base della zona.
Prima di tutto, non ha stabilito degli orari per chiamarla: bisogna provare random tutto il giorno, fino a quando la si trova. Facile a dirsi, ma non tanto a farsi, se ne frattempo devi badare a una bambina febbricitante e sofferente.
Tra l'altro, i pediatri hanno l'obbligo di visitare a domicilio in giornata le persone che ne abbiano fatto ragionevole richiesta entro le 10. Ma così, non facendosi trovare, finisce
che la mia pediatra, oltre a fare un mare di obiezioni anche se la situazione è grave (la mia vicina di casa, sola in casa con una bambina a più di 40° e l'altra convalescente, si è sentita dire in gennaio "la vesta bene e me la porti in ambulatorio"), può ritardare la visita fino alla sera del giorno dopo. Il che comporta un ritardo di quasi 2 giorni nell'inizio delle cure.
Ultimamente, ai problemi logistici si sono sommati anche dubbi sulla sua professionalità: non ci ha spiegato la procedura di raccolta delle feci per l'esame parassitologico (al limite avrebbe potuto dirci di chiederla al laboratorio, invece ci ha dato istruzioni criptiche e scorrette), sulla vaccinazione antivaricella ha detto cose diverse e contradditorie a me e a mio marito a distanza di poche settimane, ci è spesso sembrata approssimativa e inaffidabile.
Per carità, Amelia è guarita ogni volta (dopotutto si è quasi sempre trattato di febbre connessa al catarro o di diarrea), ma non so quanto per fortuna / forte costituzione e quanto per meriti della pediatra nell'imbroccare la terapia.
Io e mio marito non sappiamo bene cosa fare, anche in vista dell'arrivo del secondo.
Da un lato, saremmo tentati di cambiare pediatra anche se significherebbe farsi dei chilometri in più e non essere sicuri di non passare dalla padella alla brace. Dall'altro, potremmo tenerci la pediatra attuale come appoggio per la routine e cercare un bravo pediatra privato, ma ci sembra una grande ingiustizia (e chi non se lo può permettere che fa?).
In tutto questo, l'unico conforto che abbiamo è il pensiero che tra pochi anni (dai 6 anni, mi pare) potremo portare i bambini dal nostro medico di base, che invece è davvero bravo.
Siamo veramente molto amareggiati, tanto più che in questi quasi due anni abbiamo sempre cercato di capire la nostra pediatra, di facilitarle la vita, di interpellarla solo per le vere emergenze e di sfangarcela da soli per la routine. Più di così, non so proprio cosa fare per migliorare la situazione.

postato da lanterna alle ore 16:09 | link | commenti (15)
categorie: domande, complicazioni, aiuto, dubbi, pediatra, complicazioni e problemi

giovedì, 13 settembre 2007

Displasia anca

Ho appena fatto l'ecografia di controllo alle anche, da cui è risultato che Meryem ha una displasia all'anca destra. Il medico mi ha consigliato di metterle due pannolini e fare un altro controllo tra 40 giorni. Mi ha detto che ora, grazie alla diagnosi precoce, si riesce a correggere abbastanza facilmente. Ma io non posso fare a meno di essere un po' preoccupata... Qualcuna di voi ha esperienza in questo senso? Grazie, Chiara

postato da belqisbis alle ore 18:46 | link | commenti (15)
categorie: domande, salute, ecografie, complicazioni e problemi

lunedì, 27 agosto 2007

27 maggio 2007

3 mesi fa, più o meno a quest'ora (quando ho iniziato a scrivere erano circa le nove), eri attaccata al seno per la prima volta. Giusto il tempo di fare una foto ricordo (con te attaccata alla tetta) di quelle due settimane di latte di mamma che poi abbiamo dovuto sostituire con la bumba artificiale, perchè la tua povera mamma è sgrugnata ed è stata male quasi tirandoci le zampe...  3 mesi fa, ieri, il 26 di maggio era un sabato in cui la mamma sarebbe dovuta andare in ospedale alle 7,30 digiuna, causa ricovero per induzione al parto, visto che tu stavi così bene dentro alla pancia che proprio non ti decidevi a venire fuori, nonostante i vari maneggiamenti dei dottori durante le visite post-monitoraggi dopo la dpp. Ma siccome la mamma è sempre stata un tipo un tantino originale, anche in quel frangente non mi sono smentita, visto che i dolori sono arrivati di notte e siamo dovuti andare prima in ospedale. Mentre il papà dormiva, mi aggiravo per casa a sistemare le ultime cose (pulire la cucina, stendere il bucato), ho iniziato a sentire alcuni doloretti ed ho iniziato a controllare l'orologio. Non l'ho detto subito al papino, ma quando hanno iniziato ad avere una certa regolarità l'ho svegliato (saranno state le 3 di notte), abbiamo fatto una foto ricordo della pancia prima di uscire, abbiamo preso le due borse già pronte da un mese e ce ne siamo partiti zitti zitti per l'ospedale. Mi tenevo la mano sul pancione e guardavo come inebetita il paesaggio di notte, sembrava tutto irreale tra il buio e le luci (mano a mano che ci avvicinavamo all'ospedale)... Scendiamo senza borse, passiamo per il pronto soccorso, mi fanno intanto sedere su una sedia a rotelle, papà recupera i bagagli e ci avviamo scortati verso il reparto maternità. Di turno c'era la dottoressa che avevo beccato dopo il primo monitoraggio, che ad una prima impressione mi sembrò un topo cieco per via degli occhiali (e, confesso, in quell'occasione mi fece pure un pochino male durante la visita), e...zacchete, dopo che ha controllato l'utero si sono rotte le acque. Forse un pò troppo presto, ho scoperto dopo, ma ormai era fatta. Torno in camera ed inizio a perdere il conto delle ore e del tempo, ma per quello c'è il racconto del papà (che è stato con noi tutto il tempo, tranne quando è andato a mangiare un morso per pranzo ed è entrata quell'agitata della nonna Paola, la mia mamma)! Ad un certo punto arrivano pure i nonni paterni e la nonna materna, e poi cambia il turno di dottore e ostetrica. Mi alzo e vado nella sala visita in piedi da sola, stavolta di turno c'era quel dottore simpatico che dopo il monitoraggio, durante la visita, vide il tatuaggio giapponese e mi chiese che significava, comunque anche lui come l'altra dottoressa era tutto ottimista e sicuro che la mamma ce l'avrebbe fatta benone, con quel bel canale del parto (che mai vorrà dire poi, eheheh!). L'ostetrica era una ragazza giovane e dal viso tanto cocchino e rassicurante, dolce, ha iniziato ad attaccarmi a quel coso che il babbo di Giosuè definì Landini come i trattori omonimi (per via del rumore che faceva), cioè l'apparecchio per i monitoraggi, che misurava il tuo cuoricino e le contrazioni mie. Ci sono stata attaccata praticamente quasi una giornata intera...Nel frattempo era nato solo un bimbo, quello che abbiamo incontrato al primo vaccino, e quindi ho monopolizzato la macchina e il personale di quello e gli altri turni. Alle 11 mi portano nella sala travaglio: wow, pensavo tra me e me, è positivo, mi stavano traslocando dalla camera a lì, dai che ci siamo mi dicevo! Mi fanno mettere su un lettino stesa, iniziano a spiegarmi bene come affrontare le contrazioni (la mamma non aveva fatto il corso preparto, ma con le ostetriche super brave non ce n'è stato bisogno, ho recuperato al momento), vicino c'era una poltrona e papino sfinito ad un certo punto stava quasi crollando ed iniziava a russicchiare (e io lo scuotevo), davanti a me c'erano alcuni quadri e fissavo in particolare quello proprio davanti al letto, fatto tipo a puntini, sembrava un campo di lavanda o di fiori viola, la riproduzione credo di qualche quadro famoso (o forse no, chissà), ad ogni forte dolore respiravo soffiando come un filo invisibile verso uno di quei fiori, fissavo il quadro e soffiavo il mio filo d'aria invisibile. Ma cambiò turno ancora, e venne un'ostetrica peruviana, con cui il papà si mise pure a parlare in spagnolo. Questa brava signora è stata con me tutto il turno, mi fece provare un sacco di posizioni, e alla fine mi trovai meglio seduta su una sorta di vaso da notte alto, sulla quale sono stata un sacco di tempo, seduta mi riusciva a spingere come fossi stata sul water. E' stata davvero un tesoro, e sperava che tu arrivassi nel suo turno, ma ahimè alla fine il turno è cambiato ancora e lei se n'è dovuta andare (tranquilla, ogni tanto la incontriamo in giro in piazza e si ferma sempre a salutarti). E' poi arrivata un'ostetrica più o meno coetanea della mamma, e il dottore famoso in città che mamma non conosceva in volto ma che aveva sempre sentito nominare. E giù di controlli, ognuno che arrivava aspettava che mamma avesse una contrazione forte forte, mi facevano spingere e mettevano su la mano tartufando, come dico io, per sentire a che punto era la dilatazione (il chè non era molto piacevole, pensavo di fargli pagare almeno un biglietto). 'sta dilatazione del cavolo però, nonostante le flebo di ossitocina che mi avevano messo la mattina presto, non era andata come avrebbe dovuto. E' iniziata andando a rilento, poi era partita un pò ma si era rifermata, il sacco aveva riformato un velino che hanno rotto di nuovo con un bastoncino che sembrava uno di quelli del ristorante cinese, mi hanno detto che le acque si erano rotte troppo presto, poi sono andata da 5 a 9 cm in un'ora ma si era ribloccato tutto...e quando sentivano finalmente la tua testa (mamma mia, quanto ti ci ho fatto stare in quella posizione!) si sono accorti che era in bregma. Al momento feci un punto interrogativo gigante mentre pensavo, poi mi sono informata su internet e praticamente la tua testolina si era affacciata per il punto più largo (ce la potevo fare da me ma ci voleva più tempo e più spinte). Il dottore mi spiegava che invece di avere fatto un giro di 1/4 per incanalarti, tu avevi preso la via più larga (ehi, mica lì dentro era un circuito di F1!) e ne avevi fatto uno di 3/4, sperava che prima o poi, con una bella spinta, la testa si sarebbe finalmente incanalata bene e tu saresti scesa. E iniziavano ad arrivare i doloroni, e mi avevano fatto spostare sull'altro letto, e mi attaccavo con le mani a due specie di maniglioni sulla testata e spingevo, spingevo...mentre una cinese appena arrivata partorì in un breve tempo il suo secondo (o terzo?) figlio. Il dottore mi diceva di non farci caso e non pensarci, è stato tanto bravo e mi diceva come spingere bene per aiutarti a venire fuori, mi facevano i complimenti perchè ero bravissima a sopportare le contrazioni (esticazzi...) e non mi lamentavo (avrò urlato solo 4-5 volte in tutto) nonostante quel tracciato sempre con la linea piatta in alto (perchè più di quel tanto i dolori nemmeno più li quantificava, e chissà i dolori a che intensità erano arrivati, ma io ogni tanto dicevo al papino che non ce la facevo più e dicevo ma non possono darmi qualcosa? e alla fine non avevo nemmeno più il fiato per chiedere al papà un sorso d'acqua (e alzavo lentamente il dito per indicare la bottiglia come ET quando fa telefono casa) e li non c'erano nemmeno quadri da fissare davanti, solo la parete bianca. A un certo punto vedo entrare, vestito normale e senza camice, un altro dottore, quello che durante la seconda ecografia mi sgridò per il peso prospettando un aumento stratosferico che non c'è mai stato, borbottava che era a mangiare la pizza e che l'hanno chiamato perchè era reperibile. Azz, ho pensato io, siamo a posto, ora mi sgrida di nuovo! Comunque si cambia, mi visita pure lui (aridaje) e mi incita a spingere. Poi torna l'altro dottore, e io alla fine dico basta!. Entrano le nonne agitate, le mandiamo fuori, stavo per far fuori tua nonna materna, alla fine si decidono e mi propongono l'unica alternativa rimasta. Dico subito si, anche se il papà ha detto che ho detto no, forse non me ne sono resta conto, avrei voluto tanto farcela da sola e senza aiuto, ma proprio non avevo più fiato quasi nemmeno per respirare per me. Sognavo una qualche puntura che mi togliesse il dolore dal pomeriggio, ed era già notte. Mi traslocano su un lettino a rotelle e mi portano giù, nel frattempo assecondavo le spinte che venivano quasi rassegnata, spingevo perchè veniva naturale e sentivo meno male, ma ero come anestetizzata dal dolore e dalla stanchezza e mi ero come lasciata andare su quel lettino. Resistevo, in quel breve tragitto, pensando che fra poco non avrei sentito più niente. Ho trovato facce amiche, il babbo della Rosa della pescheria qui al Cross (il portantino che ha spinto quel lettino, che ho trovato anche quando ebbi l'incidente d'auto e andai al pronto soccorso, e che ho ritrovato anche durante il ricovero prima dell'ischemia cerebrale), e il figlio della Wanda (quella che abbiamo sempre trovato nell'alimentari della Lory sia durante la gravidanza che dopo), col quale mi sono subito messa a chiacchierare. Vedo altre persone, tutti uomini in verde, che iniziano a tranquillizzarmi. Mi fanno questa famosa epidurale che tanto temevo (pensavo che la Nina che andava a farla ad Arezzo per far nascere naturalmente con anestesia il suo Gabriele era pazza, ma poi le ho detto che faceva benissimo, eheheh), mi appoggio al petto del figlio della Wanda mentre il dottore mi faceva il buco sulla schiena. Non ho sentito nemmeno la puntura (Pic Indolor!) e nel giro di un secondo...miracolo, non sentivo più niente, non mi sembrava vero! Al chè inizio ad attaccare bottone a medici e infermieri, mentre ero stesa e loro sistemavano tutto...mi hanno messo l'affare a strappo che misura la pressione sul braccio destro, una sorta di clip che misurava qualcos'altro su un dito della mano sinistra, avevo un medico o infermiere per parte, il figlio della Wanda dietro, vedo l'ostetrica pronta con un'incubatrice su una sorta di stanza in fondo a sinistra, tirano su il telo verde e i dottori (l'ultimo di turno e quello che è arrivato dopo) iniziano a fare il loro lavoro. Nel frattempo mi ero sciolta, forse un effetto euforico dell'anestesia, e ormai parlavo con tutti di motori, moto, piloti e Gp, tutto nato sempre dal tatuaggio col nome di Ueda. Ogni tanto i dottori facevano capolino da dietro al telo e mi parlavano anche loro di motori, mentre continuavano ad operare. La sensazione era buffa, non sentivo niente ma era come se sentissi, comunque ero del tutto tranquilla. Poi ad un certo punto ti ho sentito piangere, forse non mi hanno detto niente (o non l'ho sentito, ero un sacco strana con quell'anestesia) ma ti ho sentito piangere (era mezzanotte e 47, da sabato si era fatta domenica, il giorno di Pentecoste e della beatificazione in piazza di sotto di Monsignor Carlo Liviero, volevo andarci di persona e invece..., o l'ultima giornata del fantacalcio come dice il papà) e mi sono detta è nata, se non dicono niente vuol dire che va tutto bene, e ho continuato a parlare con tutti quei signori. Poi arriva l'ostetrica con te in braccio, mi dice già che somigli tutta al papà, ti poggia vicino alla mia testa e ti guardo: ti aveva pulito, eri nuda, tutta un pò rossa, coi capelli ancora bagnati che mi sembravano riccioletti, eri li zitta e io ti ho dato un paio di bacini prima che ti portasse via (ecco, lo sapevo, mi commuovo solo a scriverlo, figurati in quel momento!), ti ho detto piano piano sull'orecchio ciao Pulcinastee (che è il mix tra Pulcina e Pinastee, il nome della tua zia cricetina) e qualcos'altro di dolce...e tu eri li, buona buona. Non mi sembrava vero! Poi ti hanno portato via, e io sono rimasta con quelle persone, mi ricucivano ed io scherzavo, mentre il dottore mi diceva che stava facendo un bel lavoretto mentre mi ricuciva e io gli dicevo me lo fa a punto croce oppure...?  e che mi rifaceva come nuova. Poi mi hanno riportato su, e non mi sono nemmeno accorta che il papà era li fuori della sala operatoria ad aspettarmi, mi sembrava fossero rimasti tutti in reparto, li al secondo piano, siamo risaliti in ascensore col lettino, mi è sembrato di rivederli tutti in reparto i tre nonni e il papà! Per una giornata non sentivo le gambe, mi sembrava di guardare i piedi di un altro laggiù in fondo al letto, che effetto strano...sono arrivate due infermiere a mettermi i pannoloni giganti che avevo preso, e le mutande usa e getta a pois che papà mi aveva riportato da Roma, e ad un certo punto, finalmente, ti ho rivisto. Finalmente ti hanno portata in camera, su una sorta di culletta, eri tutta vestita di rosa, i capelli lisci e non mossi come mi era sembrato in sala operatoria, un'altra ostetrica ci ha detto di provare subito ad attaccarti al seno e l'abbiamo fatto, mentre lei era li e ci spiegava come, e tu sei stata subito una piccola idrovora affamata e golosa, non smentendo le previsioni (visto tutto quello che mamma ti aveva fatto assaggiare quand'eri ancora nel pancione), con quel tuo modo buffo di fare le pause e poi ripartire, prima con un tremolio della linguina sul capezzolo che mi faceva solletico e ridere e poi con l'accellerare del ritmo subito dopo mentre succhiavi come si deve. E anche se ero li e non mi potevo alzare dal letto, e ti abbracciavo un pò strana per via del filo della flebo che avevo attaccato ad un braccio, ero la persona più felice del mondo. E ho detto al papà che, se ero riuscita a fare tutto quello, potevo anche andare in cima all'Everest senza bombola, potevo fare tutto! E papà mi ha detto che era fiero di me, di tutto quello che avevo fatto, che ero stata brava e che se fosse stato per gli uomini (se dovevano partorire loro) la razza umana sarebbe già estinta da un pezzo. Eravamo finalmente genitori, eravamo finalmente una famiglia! Anche se io mi sono sempre sentita mamma, ed era da tanti anni che ti aspettavo, solo che non sapevo ancora dov'eri, e tu ancora non avevi deciso che era il momento giusto per scendere quaggiù...

...poi dopo due giorni la mamma aveva tanto mal di testa, non riuscivo quasi ad alzarmi, stavo bene solo stesa con la testa poggiata sul cuscino e stare in piedi era un problema e ci riuscivo solo per poco. L'otorino mi visitò quando ero ancora in ospedale, mi disse che probabilmente era stata una frescata in sala operatoria, per via dell'aria condizionata, mamma è sempre stata soggetta a sinusite, e mi prescrisse antibiotici e una cura di aerosol. Poi siamo tornati a casa, e veniva sempre qualcuno di giorno, o nonna Paola o nonna Maria, e io ero quasi sempre a letto stesa, tu di la nel tuo lettino, e noi due insieme quando stavi attaccata a mangiare, a volte anche un'ora di seguito. E ricordo quella notte in cui dormisti da dopo Chi l'ha visto alla mattina dopo, papà non c'era e io mi sono alzata almeno una volta all'ora per controllare se respiravi! (Poi hai iniziato a dormire tutta la notte, ma dopo mooolte notti) E poi una mattina quel braccio informicolito mentre ero al telefono con la zia Anna, e la zia Lella che era venuta a trovarci nel pomeriggio. Tu hai dormito da dopo pranzo fino alla sera poco prima di cena, anche mentre ti avevo lasciato con la nonna Maria e io ero andata con la zia Wilma in ospedale. Mi fecero una tac alla testa, negativa ma vollero comunque ricoverarmi per precauzione. E ti portarono su che piangevi forte, e appena hai sentito la mia voce ti sei azzittata subito, con gli occhi gonfi di lacrime, e ti sei subito messa a mangiare. Poi un bravo dottore ci ha fatto portare tutte e due insieme in pediatria, nella sala giochi...ma la mamma di notte ha sentito un pizzicorio al labbro, quando si era alzata per andare in bagno, e mentre un bravo infermiere la teneva calma e le ha fatto pure le bolle di sapone come ai bimbi, mamma poi l'hanno portata a fare un'altra tac e una risonanza magnetica d'urgenza. E l'hanno riportata al quinto piano, mentre tu eri al secondo. E così, mentre tutti pensavano che non mi rendessi bene conto di cosa stava succedendo, perchè ero sempre così calma e sorridente (ma tenevo duro per te sai!), ti pensavo laggiù, tre piani sotto, con le nonne, mentre eri così piccina e avevi tanto bisogno di me, e io ero lassù, con la diagnosi di ischemia cerebrale, e cercavo di non pensarci e resistere per te. Solo per te. Che sei stata la medicina migliore di tutte. Non sono stati giorni facili, quelli di quel ricovero, è stata una settimana lunghissima, ma appena mi hanno dimesso e siamo potuti di nuovo uscire tutti e tre insieme, io te e il papà, abbiamo subito fatto quell'uscita in pubblico (che avremmo voluto fare il giorno dopo che mi hanno ricoverato) che abbiamo dovuto rimandare sia perchè non stavo in piedi che per il ricovero. E ti abbiamo messo in quel marsupio così buffo da far stupire metà città (mentre l'altra metà approva...come ha detto Frankie Hi-Nrg quando ti ha vista, i 3/4 del mondo li portano così i bimbi!), e siamo andati a fare spesa. A prendere il necessario che serviva per allattarti artificialmente, visto che per via delle medicine io non potevo più farlo. E solo fare spesa alla Coop insieme, ed essere uscita dall'ospedale, e avercela fatta, mi sembrava un sogno, mi sembrava come fare una vacanza di lusso. Ero viva, stavo meglio, c'eri tu...e ho l'obbligo e il dovere di farcela sempre. Per te. Grazie piccola Lucrezia, anche se sei così piccola ora da non renderti conto del miracolo che hai fatto.





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