...porta fortuna!
Ciao, pur non commentando ogni tanto passo a leggervi e oggi ho qualcosa da scivere anch'io. Riporto dal mio blog una parte del mio scritto:
"Una Mamma è per tutta la vita perchè è generosa, tenera e affettuosa. Una Mamma è per sempre". Questo è lo slogan che in 3A elementare ha scritto mia figlia sul poster da allora appeso nella sua cameretta. Si. Una mamma è per sempre. E per tutta la vita non smetterà di gioire, soffrire, preoccuparsi con e per i propri figli.
"Si può amare chiunque; ad eccezione di chi non vuole essere amato". Fondamentale per il vivere civile e rispettoso.
Mia figlia "Perla", 21 anni da pochi giorni, ha deciso di chiudere la relazione che la faceva soffrire, con il suo ragazzo, 22 anni, che durava da 4. Io, mio figlio, il mio ex marito e la sua compagna ci siamo illusi che finalmente un triste capitolo che ci ha fatto preoccupare, vissuto dalla nostra Perla, si fosse concluso. Non avevamo "fatto i conti" con qualcosa di altrettanto preoccupante e pericoloso. Lo STALKING. Si definisce stalkig colui che si "apposta", che "insegue", che "pedina e controlla" le sue vittime. All'inizio, pur preoccupandomi e vigilando, volevo credere che i pedinamenti, le telefonate, i messaggi, (una sera l'ha anche "sequestrata" nella di lei auto), che Perla subiva fossero il disperato tentativo del ragazzo per riconquistarla. L'istinto registrava che tale comportamento era "malato", ma sembra sempre che l'istinto di proteggere i nostri figli ci spinga ad esagerare le nostre paure e preoccupazioni. Aggiungo che, chiesto consiglio alle forze dell'ordine, fare una querela per molestie rischiava di gettare benzina sul fuoco. Siamo rimasti a vigliare col fiato sospeso nella speranza il ragazzo smettesse. Purtroppo non ha smesso. Venerdì sera l'ha aspettata all'uscita dal lavoro, l'ha sorpresa alle spalle impedendole di aprire la macchina, l'ha aggredita verbalmente; l'ha aggredita fisicamente spingendola e strattonandola; con un pugno ha frantumato il finestrino lato guidatore dell'auto, ha dato alla stessa calci e pugni ammaccandola in più punti; ha strappato il robusto tergicristallo del lunotto posteriore. La di lui madre, che l'aveva accompagnato ha apostrofato il figlio con un <<Ma sei deficiente?>> e a mia figlia ha rivolto un tranquillo <<Dai, su, Perla non piangere, calmati>>. Come se l'accaduto fosse "normale". Pronto soccorso, carabinieri, denuncia, carrozziere, sono le conseguenze di quella relazione malsana. L'angoscia, la preoccupazione che mi attanagliano non si possono descrivere e non si possono sedare. Le cronache insegnano che denuncie e diffide non fermano gli "stalker". Il loro obbiettivo malato è quello di impedire alla loro vittima di avere qualsisi tipo di vita separata dalla loro.
Ora oltre all'angoscia ci sono i sensi di colpa. Se avessi contrastato la relazione anch'io, come ha fatto il padre alienandosi il dialogo e la fiducia di Perla, avrebbe chiuso prima la relazione? O avrebbe continuato in ogni caso, rompendo i rapporti con noi genitori, e trovandosi ora sola e forse incapace di chiedere aiuto, ad affrontare una relazione - prigione, o, tutto questo, nel caso lei fosse stata comunque capace di chiudere? Ho scelto di starle accanto lasciandola "sbagliare" perchè è agendo e, anche sbagliando, in autonomia che si cresce e si diventa indipendenti e in grado di affrontare le difficoltà della vita. Ho scelto di darle fiducia confidando che avrebbe maturato da sola la consapevolezza che quel rapporto non era giusto e sano e la decisione di chiuderlo. Credetemi non è stato per niente facile vederla "spenta" e infelice senza interferire più del dovuto. Ed ora mi do della stupida. Forse dovevo dare man forte al mio ex e contrastare la malsana relazione.
