Il blog delle mamme (e aspiranti mamme)

...porta fortuna!
mercoledì, 07 maggio 2008

Un dato su cui riflettere

Questa notizia mi ha dato da pensare.
Ho contato tutte le mamme che conosco, sorelle amiche e conoscenti del nido, cercando di analizzare quello che so di loro per farmi un'idea obiettiva. Premetto che la realtà della mia città, Bologna, è tra le migliori in Italia -come servizi ed opportunità professionali, anche se si vedono ampie smagliature rispetto ad un tempo, ed il costo della vita è altissimo.
Sono tantissime le donne che hanno serie difficoltà al momento di tornare al lavoro, e dover conciliare gli orari o gestire le malattie senza pestare i calli ai titolari: c'è chi riesce a trovare un equilibrio, chi è costretta a mollare. Ci sono altrettante donne che proprio un nuovo lavoro non lo ritrovano, magari sono state licenziate in gravidanza perchè in nero, o hanno traslocato da poco: poche le casalinghe per scelta, anche perchè con uno stipendio solo non si campa.
Praticamente, nessuna delle madri di mia conoscenza ricopre ruoli dirigenziali nel proprio ambito lavorativo, si parli di supermercati o studi d'avvocato, pubblico o privato, senza differenze di classe. 
La laureata in biologia fa la cassiera alla Coop, contratto a termine, ed è felicissima di averci messo un piede dentro. L'esperta in telecomunicazioni, una volta all'Olivetti, si è adattata ad una sostituzione come insegnante, non può più fare trasferte e le pressioni erano troppe. Non parliamo delle immigrate, quelle in regola, con titoli di studio ed italiano fluente, che sono contente di pulire gabinetti e stirare ad ore per garantire un futuro da italiani ai loro figli.

Forse, noi mamme italiane siamo leonesse quando si tratta di tutelare i nostri figli, ma forse troppo impegnate a mandare avanti la baracca per pretendere diritti paritari e dignitosi.

Quando tornerò in ufficio, privilegiata titolare di un posto a tempo indeterminato da 8 anni, dovrò cercare di ottenere il turno fisso, perchè due pupi in età prescolare non li riesco a crescere se rientro ogni sera alle 9. Forse c'è qualche legge che mi aiuta, il dubbio è se riuscirò a farla mettere in pratica senza rischiare ritorsioni. Se mi va bene, per venirmi incontro mi declassano (da ultima ruota del carro direttamente a scopino del cesso).
E' così che funziona qua, spero di trovare tra voi più eccezioni che conferme.

postato da radiobeba alle ore 11:52 | link | commenti (18)
categorie: lavoro, notizie, leggi, riflessione, maternità, mamme


Commenti
#1   07 Maggio 2008 - 11:59
 
Ho un'attività in proprio da tre anni e rimpiango il mio periodo di cassiera stagionale alla Coop. Qui il magro stipendio se ne va in buona parte nei versamenti trimestrali Inps, che da questo mese vanno a euri 736,66 contro i 706equalcosa dell'anno scorso. Mettici la bimba, che fa un anno a fine mese. Mettici la maternità, l'assegno mi è arrivato che la bimba aveva passato i nove mesi. Mettici che si, lavoro con mia cognata, ma che non possiamo sempre fare fughe in auto, e che siccome la bimba quando lavoro me la tiene mamma (per risparmiare gli eventuali 330 euri di nido, visto che rientreremmo comunque nella fascia di reddito alta...e mi vien da ridere...), e siccome mamma lavora a contratto ma ora, dopo tre mesi di fermo, torna a lavorare, mi sto barcamenando per sistemare la bimba un'oretta al giorno dal lunedì al venerdì per una settimana si e una no...poi mettici i pensieri del negozio, il fornitore che fa perennemente incazzare, l'ictus che ho avuto...






...fra pochino mi do alla macchia sul serio, altrochè...








:-(
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#2   07 Maggio 2008 - 13:42
 
complimenti, davvero un bellissimo blog!!!! Parola di mamma!!!!
Ogni tanto verrò a trovarvi!
Ciao
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#3   07 Maggio 2008 - 14:25
 
Sono rimasta incinta quando ancora facevo l'università. Al momento di affrontare il mondo del lavoro avevo dunque un bimbo piccolo (oltre ad un'utilissima laurea in lettere, indirizzo archeologico...). Il risultato è stato che ho accumulato solo contratti a progetto, per prestazione occasionale e per autore. Il gradino più alto a cui sono arrivata è stato per due mesi lo status di interinale. wow!
Non so se questo ti consolerà o ti deprimerà ulteriormente...
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#4   07 Maggio 2008 - 15:09
 
ho un figlio di 10anni, viviamo io e lui e lavoro nella stessa azienda da 5 anni come unica impiegata. Visto il poco lavoro, al momento di decidere il mio capo ha pensato bene di ridurre solo a me l'orario di lavoro in un part-time con logica riduzione dello stipendio. Eppure dopo questa mossa ha assunto un commerciale (stip. netto tre volte il mio) e un operaio in reparto.Se ha i soldi per pagare loro, dovrebbe averli anche per me. Invece no. E lì mi incazzo. Per non parlare degli altri sprechi che vedo tutti i giorni. Però chiamarmi al pom al cell ci ha provato a lungo fino a quando si è reso conto che non avrei risposto mai. E ora non lo fa più. E per la cronaca sono quella all'interno dell'azienda che percepisce lo stipendio più basso (e considera che essendo da sola in ufficio tutto è nelle mie manine sante).Mi sa che il mio commento è solo una conferma dello standard purtroppo.....
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#5   07 Maggio 2008 - 15:11
 
La mia situazione è simile a quella di sonomamma, io non ho avuto problemi di salute per fortuna, ma preoccupazioni per il negozio, fornitori e frustrazioni sono identiche.
E anno prossimo arriva il secondo.
E' dura.
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#6   07 Maggio 2008 - 16:22
 
Non saprei che risponderti... fortunatamente nella mia vita ho sempre lavorato e sempre trovato un lavoro dopo l'altro a distanza di pochi giorni o al massimo 1 o 2 settimane uno dall'altro.... ho smesso di lavorare quando ero incinta di due mesi ma ho chiesto io al mio capo di non rinnovarmi il contratto perchè tanto non sarei tornata... mio marito anche lui da quando è in italia ha sempre trovato lavoro ed al momento è fisso e guadagna anche piuttosto bene.
Al mille per mille è culo netto me ne rendo conto.... ancora adesso le vecchie aziende per le quali ho lavorato ogni tanto mi chiamano chiedendomi se avrei intenzione di tornare a lavorare dopo il parto e l'allattamento e mi trovo ad essere io a declinare. Forse Genova ( nonostante sia la città denominata più cara d'italia ) da qualche risorsa in più... non saprei ^_^
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#7   07 Maggio 2008 - 21:54
 
Io non sono mai rimasta senza lavoro, ma ho comunque accumulato solo contratti a termine. Poi, quando ho deciso di avere una bimba, dopo l'ennesimo contratto scaduto, improvvisamente le offerte di lavoro si sono smaterializzate.
Adesso lavoricchio da casa, per conto mio. Ma se il moroso non lavorasse, non ci si camperebbe.
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#8   07 Maggio 2008 - 22:06
 
Hai provato a rivolgerti alla consigliera di parità della provincia o della regione?
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#9   08 Maggio 2008 - 09:09
 
la mia condizione? laureata quasi specializzata copro impiego da operaia. e non che mi faccia schifo, eh! ho pulito cessi in allegria quando è stato il momento, e la gavetta non mi ha mai spaventata. quello che mi fa incazzare è che in azienda fanno crescere altre ragazze che si sono laureate dopo di me, sono secondo me assolutamente meno preparate della sottoscritta ma, guarda caso, non solo non hanno figli, ma nemmeno il compagno fisso. e allora medito una fuga, anche se torvare un altro impiego a tempo indeterminato etcetc forse non sarà cosa facile. bah.
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#10   08 Maggio 2008 - 17:08
 
Puntuale il tuo post, ed ecco cosa succede a me in proposito:

l'arrivo di un fax torna a stravolgere una realtà...

Lo aspettavamo, è ciclico, periodico, ed eccoci di nuovo a riorganizzarci per un trasloco.

Stavolta la meta saranno le Marche (a proposito c'è qualcuna tra noi della "zona"?) così il mio contratto a tempo indeterminato da nove anni di una grande Azienda, si trasforma in una buona manciata denominata esodo incentivato (dimissioni) che almeno mi farà respirare qualche anno (anche se spero pochi mesi giacchè mi rimetterò in cerca).

E cerca cerca, mi viene l'incubo di dover ricominciare ad inviare curriculum, fare colloqui e sottolinerare gli annunci sui quotidiani, soprattutto quando (nonostante fossi preparata agli eventi), ti senti più o meno soddisfatta e ti crogioli in quel so, ma faccio finta di non sapere, che prima o poi avrei dovuto lasciare.

Comunque, a proposito del turno fino alle 21, la legge, ti tutela fino all'anno di età del pargolo, poi figli o no, puoi lavorare come ogni altro, salvo specifiche prescrizioni medico-sanitarie o particolari accordi Azienda-Sindacato....ci facciamo gli auguri o emigriamo? :-)
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#11   08 Maggio 2008 - 17:35
 
laureata in biologia, stavo faticosamente facendo carriera in un'industra cosmetica, con una bimba.
poi sono rimasta incinta del secondo.
ho sgobbato sino all'ultimo giorno dell'ottavo mese.
con buoni risultati.
ora sono a casa in maternità.
mi chiamano dal lavoro.
vado là.
declassata al punto di partenza.
cioè al mio rientro farò esattamente quello che facevo 7 anni fa qdo mi hanno assunta.
senza una spiegazione.
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#12   08 Maggio 2008 - 20:09
 
@ Paola l'unico aggettivo che mi viene in mente per definirli è bastardi.
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#13   08 Maggio 2008 - 21:09
 
@Thesilver: anche a me è venuto in mente lo stesso aggettivo!
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#14   08 Maggio 2008 - 21:15
 
cmq ho visto che anche il tuo capo è della stessa razza!
quando e se potrò cambierò lavoro, ma con due figli sono molto vincolata a orari e distanza da casa.
cmq la mia è stata una scelta consapevole.
sapevo che mi avrebbero taglia se avessi avuto un'altro figlio.
non è giusto, xò me lo immaginavo.
sono felice della scelta che ho fatto.
gli occhi blu di Davide valgono più di un posto da direttore.
ma molto, molto di piu'.
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#15   08 Maggio 2008 - 21:16
 
ops.
un senza apostrofo!
asina che sono.
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#16   09 Maggio 2008 - 12:39
 
Purtroppo ti capisco il problema del lavoro e dei figli esiste...son dell'idea che bisogna stabilire le priorità...per me vengono i figli, dopo aver lavorato per svariati anni part time come impiegata, la ditta ha fallito e mi sono trovata a cercare lavoro, dopo vari lavoretti, avevo trovato finalmente un indeterminato full time vicino a casa, pagavano poco e male e da qualche giorno sono tornata part time 6 ore sempre indeterminato, è vero che i soldi sono meno ma riesco a gestirmi i figli, che crescono più veloci della luce e sono meglio di qualunque carriera...un abbraccio.
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#17   12 Maggio 2008 - 11:51
 

grazie a tutte voi che avete portato la vostra storia.

credo che tutte noi abbiamo stabilito, nel momento stesso in cui abbiamo deciso di diventare mamme, che la priorità assoluta erano i nostri figli.
però vedo che quasi nessuna ha per questo perso in professionalità, grinta ed entusiasmo: uscendone mai premiate, sempre scornate, declassate e comunque costrette a fare un sacco di fatica per pochissimo riscontro.
lavoro in proprio, da dipendente, realtà diversissime eppure quasi tutte molto simili in fondo.

siamo donne forte, facciamo scelte consapevoli, ma siamo veramente sole davanti a certi problemi.
parlarne a volte fa bene :-)
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#18   12 Maggio 2008 - 19:01
 
Io il problema l'ho "risolto" con un posto statale. Da impiegata amministrativa, diplomata, io che mi sono laureata a 23 anni con 110 e lode. Cercherò di "compensare" il fatto che non sia il lavoro della mia vita con tanti corsi e/o impegnandomi nella vita civile e/o prendendo un part-time e seguendo dei lavori come free lance.
Ma non è giusto che io mi senta una privilegiata, solo perché ho le garanzie che tutte dovrebbero avere.

PS: fino a 6 mesi fa, non avevo mai avuto un contratto più lungo di 1 anno, quindi so bene com'è la vita da precaria e perché le donne si buttano sui concorsi pubblici anche se hanno i titoli per dirigere un'azienda.
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